Interviste: Daniele Tramontani

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Daniele Tramontani lavora come sound designer per le rental company Agorà e Planet Service. Grazie a questa intervista approfondiremo il suo metodo di lavoro nella progettazione di un impianto per grandi eventi e l’uso pratico dei simulatori elettroacustici. Per chiudere, un parere sul futuro dei sistemi PA.

 

Qual è il tuo approccio con i software di previsione acustica?

Daniele Tramontani:Per la casa costruttrice di sistemi PA, il software di previsione acustica rappresenta un investimento in ricerca con costi spesso superiori a quelli per la progettazione di una serie di diffusori. L’uso di questi software è ormai parte integrante di una metodologia d’installazione. Un tempo veniva usato solo per le installazioni fisse, oggi anche per quelle temporanee. Questo è avvenuto perché sono cambiate le tipologie di impianti e si è alzato il livello di qualità richiesto, ma non le tempistiche di installazione sul campo.

Molti software lavorano con l’autosplay e con varie opzioni a disposizione. In base ad algoritmi abbastanza semplici, si fa in modo che la copertura a terra sia il più possibile costante. L’autosplay può essere un primo step, ma è importante verificare se ci sono delle incongruenze, perché il computer non è grado di decidere certe cose. Solo l’utente può scegliere se andare a coprire meglio la zona della regia piuttosto che un altro settore.

Questi software, per quanto precisi, non saranno mai in grado di dare una definizione esatta del risultato acustico, perché lavorano quasi esclusivamente sul segnale diretto. Altri software come il Modeler della Bose o EASE di AFMG, lavorano anche sui segnali riflessi dall’ambiente.

Oltre ad essere più costosi e difficili da usare, richiedono tempi più lunghi e una maggiore precisione sui disegni. Nel caso ci sia un errore su un angolo o sul materiale di una superficie, le riflessioni cambiano totalmente e questo cambia il risultato della previsione. Questo è il motivo per cui alcune case madre rifiutano l’utilizzo di software generici, ritenendoli imprecisi o inaffidabili. Per le installazioni temporanee ci si accontenta del dato della pressione diretta. Io sono dell’idea che avere una precisione nell’ordine di 1-2 mq sia sufficiente per una buona definizione dell’impatto sul pubblico.

 

Come affronti il lavoro di progettazione?

La postazione di lavoro live di Daniele

Daniele Tramontani: Se si tratta di un tour importante, i disegni sono preparati con mesi di anticipo, perché aiutano a capire come dimensionare il sistema audio per ogni location. Purtroppo in Italia, quando chiediamo una piantina sembra che chiediamo oro. Spesso è una carenza delle produzioni o dei promoter che non riescono a reperire i file o che non li ritengono necessari. A volte arrivano disegni ridicoli, spesso ricevo file pdf senza altezze, quindi quasi inutili. In anni di lavoro sono riuscito pian piano a costruirmi una mia libreria delle venue italiane più importanti.

Per realizzare un buon modello 3D, bisogna avere i disegni in scala e le piante quotate con le due sezioni maestre, longitudinale e trasversale. A volte si arriva sul posto senza aver avuto la possibilità di disegnare prima e così, metro alla mano, si prendono le misure della location. È chiaro che per fare un lavoro sufficientemente preciso si perdono almeno un paio d’ore. In alternativa ci si adatta alla buona, disegnando un paio di superfici, una in piano ed una corrispondente alla tribuna.

Reputo importante vedere l’interazione tra i line array in 3D – soprattutto sulle basse frequenze – e poter verificare i delay per vedere dove avvengono le cancellazioni. Poi verifico il posizionamento dei sub, applicando algoritmi ad hoc per la creazione di sistemi a cardioide o ad arco. Dal disegno si ricavano le coordinate esatte per i punti motore e l’altezza del PA, tutto nell’ordine di pochi centimetri.

bridle

Bridle su due punti

Bisogna essere precisi, perchè i rigger devono far scendere il motore esattamente in quel punto. Dove non è possibile fare dei “tiri diretti” dalle travi, c’è bisogno di preparare dei bridle e, se si sbaglia qualcosa, si può toccare una truss o un altro ostacolo, e non riuscire a sospendere l’impianto. In tour preparo il progetto definitivo la sera prima e lo consegno al rigger che eseguirà i punti motore la mattina seguente. Lui poi dovrà fornire il rigging plot definitivo agli ingegneri responsabili. Se c’è un ostacolo, come un tubo dell’aria condizionata, non presente nella pianta, bisognerà trovare un’alternativa in base alle previsioni fatte sul software. Tra l’altro sulla maggior parte software di previsione acustica vengono forniti anche i parametri relativi ai pesi, alle dimensioni degli array, i carichi sui motori, le posizioni dei baricentri e le caratteristiche fisiche del sistema sospeso per tutte le certificazioni.

Una volta terminata la previsione, la consegno anche a chi si occupa fisicamente di montare l’impianto e ne eseguo le verifiche della copertura con gli analizzatori di spettro. A questo punto è tardi per intervenire sul sistema, perché questo è ormai sospeso in quota e, farlo scendere per modificarlo, diventa una grossa perdita di tempo. Per questo bisogna lavorare molto bene nella previsione. Abbiamo riportato a terra e smontato il PA solo in casi eclatanti, dove sussistevano problemi di sicurezza o dove, arrivati sul posto, ci siamo reso conto che i dati che avevo ricevuto non coincidevano con la realtà.

 

JBL Line Array Calculator II

JBL Line Array Calculator II, notare il valore di dB SPL costante (stesso colore) su tutto il piano d’ascolto

 

Come immagini il prossimo futuro?

 

Daniele Tramontani: Il prossimo passo sarà l’utilizzo dello steering. Ad oggi, esistono 4 o 5 brand che utilizzano questa tecnica per la creazione di preset per i DSP a bordo dei singoli amplificatori. Creare il setup del diffusore in funzione dell’audience e cambiare la sua risposta polare è qualcosa di molto complesso, quasi impossibile da realizzare “a mano”. Il mio primo lavoro fatto con questa metodologia risale a due anni fa e, a tutt’oggi, non siamo ancora ad un livello che reputo soddisfacente, ma la strada è quella giusta.

 

In acustica, lo steering del fascio è usato per dirigere l’emissione acustica dagli speaker in una posizione specifica dell’area di ascolto. Ciò avviene cambiando ampiezza e fase di due o più sorgenti in un line array. Questa tecnica esiste da diversi anni, ma dall’emergere della tecnologia DSP (Digital Signal Processing) sono arrivati anche prodotti commercialmente disponibili. Pioniere, nei primi anni ’90, è stata la Duran Audio, con la tecnologia DDC (Digital Directivity Control).