La previsione acustica permette di “vedere” il suono di un impianto audio, che altrimenti sarebbe difficile spiegare a parole. È uno strumento potente per comunicare con tutte le persone coinvolte nell’installazione, soprattutto con chi non ha un’esperienza diretta col suono; prima ancora di chiamare rigger e tecnici.

I software di previsione acustica simulano le prestazioni di un impianto e la trasmissione del suono nell’ambiente. Esistono due tipi di simulatori: quelli specifici delle case costruttrici di diffusori PA (Public Address) e quelli di terze parti, estesi a più produttori. I primi generano anche i dati per il montaggio e l’appendimento dei diffusori, ma in genere tengono conto solo del suono diretto e non dell'ambiente. I secondi considerano anche il campo sonoro riverberato.
La simulazione si è ampiamente diffusa solo nell’ultimo decennio con l’impennata della potenza di calcolo delle CPU dei computer. Oggi può essere modellata sia in tre, sia in due dimensioni. Se il software, in modalità 2D, prevede la visualizzazione del risultato all’altezza dei ricettori e non all’altezza degli speaker, vuol dire che lavora in 3D, anche se la visualizzazione è in 2D.


Di seguito due tabelle che avevo creato per Backstage Mag.






Definire gli obiettivi della previsione acustica

Simulare ci aiuterà a valutare diverse opzioni e realizzare un’ottimizzazione preeliminare, ma non ci insegnerà come progettare un sistema PA. La previsione infatti è un mezzo per i reali obiettivi del “sound reinforcement”:

- ottenere una copertura omogenea sul piano orizzontale e verticale
- spostare l’immagine sonora sul palco
- confrontare il livello richiesto di pressione sonora con quello consentito dal PA
- “sporcare” il meno possibile il palco, le pareti e il soffitto
- massimizzare l’intelligibilità, la gamma dinamica e l’affidabilità del sistema
- minimizzare i valori di distorsione e rumore di fondo.

I software di previsione acustica consentono di scegliere la tipologia e quantità dei diffusori, impostare livelli e ritardi dei sistemi main, front-fill, delay, in-fill e out-fill, oltre all’inclinazione verticale e orizzontale dei line array e dei point source. Questo permetterà di:

- confrontare velocemente più soluzioni per il progetto
- essere molto preciso
- minimizzare le interferenze tra gli speaker
- far lavorare tutto il materiale in sicurezza
- risparmiare tempo durante l’installazione e la taratura
- prevedere variazioni e compromessi nelle posizioni dei diffusori
- compensare la mancanza di un adeguato equipaggiamento di analisi.


Usare gli analizzatori



Partendo da una previsione acustica, si potranno usare i software di analisi e misura, quali Rational Acoustics Smaart, AFMG SysTune o SATlive, come strumenti per verificare la simulazione.
Tarare un PA senza aver fatto un progetto non ci farà guadagnare tempo. Al contrario si saprà di preciso dove:

- posizionare il microfono di misura per verificare l’allineamento dei front-fill o dei delay rispetto al main
- verificare la copertura uniforme di in-fill e out-fill
- capire immediatamente se c’è un problema di montaggio o setup.

Modificare i dati del progetto – perché ad esempio il PA è fisicamente da spostare - ci occuperà meno tempo che partire da zero e con il solo aiuto del software di analisi. Poi, con le misure sul campo, si metteranno alla  prova le teorie delle previsioni. Se non si ha modo di fare verifiche e misure, inseririamo i dati trovati con la previsione sulle macchine: si avrà comunque un ottimo punto di partenza.



La previsione è un modello, non la realtà

La previsione acustica non può essere perfetta, ma non è questo l'importante. Gli effetti acustici legati alla trasmissione del suono come rifrazione, diffusione, diffrazione, risonanza, sono difficili da calcolare. Anche la temperatura dell’aria, l’umidità e il vento fanno la loro parte. Inoltre la precisione diminuisce con l’aumentare della distanza.

Si può considerare il PA come una grossa lampada: bisogna sapere come puntarla per illuminare il pubblico. Quest’ultimo fungerà da superficie assorbente, e gran parte dell’effetto dell’ambiente sparirà. In posti particolarmente sfavorevoli e riverberanti - come i palazzetti dello sport - il problema resterà. Ma avremo modo di capire come si comporteranno le pareti limitrofe all’impianto audio e al pubblico, trovando il compromesso migliore sul puntamento.