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Andrea Taglia conclude il suo punto di vista sui metodi di lavoro per la progettazione di sistemi audio. Infine, ci racconta il suo parere sul futuro dei PA.

 

 

 

 

Qual è il tuo approccio nella progettazione audio?

In un concerto dove non basta l’emissione sul palco, potremo ascoltare stereofonicamente solo in una fascia molto ristretta che generalmente è occupata dal corridoio dove non ci sono posti a sedere. Tutto il resto è valutare per quanto interferisce il sistema di destra con quello di sinistra. Per cui di fatto non esiste una diffusione pubblica stereofonica: non può funzionare, perché il luogo della stereofonia risiede in una fascia troppo stretta. Quello che funziona, quando lavoro per le orchestre (che non suonano rivolte verso il pubblico, ma in direzione del direttore, perché è lui che deve valutare i bilanciamenti e comandarla, per cui in realtà è una sorgente monofonica, non stereofonica), è una diffusione monofonica e uguale per tutti dove, grazie al fatto che ho una sorgente monofonica. In questo modo riesco a fornire la stessa tipologia di ascolto a tutto il pubblico.

Una simulazione elettroacustica mi serve per definire il livello di SPL desiderato. In funzione del livello di rumore di fondo e del genere musicale, sarà definito il livello che si vuole raggiungere anche nel rispetto dei limiti di inquinamento sonoro legislativamente accettabile. Penso che questa sia la base del lavoro di ciascun software e al contempo l’obiettivo di ciascun sound designer! Aggiungo: mantenere questo livello quanto più costante per l’intero spazio dedicato al pubblico.

 

 

Risposta in frequenza in rapporto all’SPL

Dettaglio di risposta in frequenza in rapporto all’SPL, con la curva specifica di ciascun diffusore di un line array di 12 elementi realizzato sul software L’Acoustics Soundvision.

 

I software di previsione acustica, se non tutti almeno gran parte, indicano sia il valore in dB SPL, sia la risposta in frequenza del sistema. Le metodologie possono variare, ma non la sostanza. Sono queste le misure che rendono significativa la progettazione che deve puntare ovviamente all’uniformità di risposta in frequenza e di pressione sonora.

Le previsioni che realizzo prendono sempre in considerazione la banda da 2 a 10 kHz che corrisponde alla media della parte alta dello spettro. Uso da tempo questo sistema, che ritengo molto comodo per avere una veloce visualizzazione della dispersione minima.

Scelgo il punto che deve essere pensato come sorgente virtuale di emissione. Da questo devo sostanzialmente riprodurre, dal punto di vista di raggi di una sfera, l’irradiazione verso il pubblico. Lo devo fare in maniera tale che ci sia coerenza e che tutte le sorgenti abbiano un allineamento rispetto al mio punto di riferimento virtuale.

 

 

 

 

Come affronti praticamente questo lavoro?

Ogni volta che disegno un impianto audio per uno spazio, richiedo in formato AutoCAD (.dwg) la sezione longitudinale, quella trasversale e la pianta, con evidenziata la posizione del palco, della regia F.o.H. e i settori riservati al pubblico. Cerco anche di reperire delle foto dello spazio. Se si tratta di uno spazio all’aperto, verifico su Google Earth le misure e faccio una ricerca su internet di foto di eventi passati. Se ritengo che il posto possa essere critico per le condizioni meteo o per altri fattori mi confronto con i colleghi che possono essere già passati sul posto.

Controllo inoltre le librerie delle venue, che sono edite da alcuni costruttori di sistemi audio, per verificare l’esistenza di modelli preesistenti disegnati con il software di simulazione elettroacustica che userò. In genere comunque, non solo solito partire da un modello disegnato da altri, poiché non trovo mai il dettaglio che cerco. Preferisco spendere più tempo in fase di progettazione, comodo a casa mia, che un solo minuto in più in fase di montaggio nella location.

 

 

L'Acoustics Soundvision

 

 

Uso degli inclinometri con laser con forti calamite sulle flying bar, per verificare il puntamento, costruendo le simulazioni in modo di avere sempre dei riferimenti molto precisi dove puntare i sistemi audio nella venue.

Accade anche spesso che, per il sovrapporsi delle date del tour, debba mandare dei colleghi a preparare il montaggio, riuscendo ad arrivare solo a montaggio ultimato. In tal caso, essere riusciti a realizzare una previsione acustica molto dettagliata, aiuta grandemente l’opera dei colleghi. Quindi spesso disegno dei dettagli, che sono inutili da un punto di vista acustico, ma risultano poi fondamentali come riferimento per il puntamento dei diffusori (il cui asse azimut è altrimenti difficilmente determinabile senza riferimenti nella simulazione).

 

 

 

 

Come immagini il prossimo futuro?

Allo stato attuale, software come L’Acoustics Soundvision – primo software di puntamento di sistemi line array, introdotto come sviluppo di un foglio Excel proprietario – ha raggiunto un grado di perfezione, rapidità ed efficacia davvero mirabile sia per un uso live, sia per un più accurato studio di sistemi per l’installazione fissa. Personalmente credo si potrebbe migliorare la parte grafica di presentazione del progetto al cliente, ma rispetto a ciò vi è una netta opposizione del produttore L’Acoustics che non vuole trasformare Soundvision in uno strumento di marketing.

 

 

Il progenitore della serie di software dedicati puntamento di sistemi line array. Soundvision di L’Acoustics è stato introdotto come sviluppo di questo foglio Excel.

 

 

La velocità di calcolo dei moderni software permette un tale dettaglio nel disegno dello spazio che risulta utilissimo anche per prevedere eventuali ingombri visivi per il pubblico. Questo ci permette di richiedere la chiusura o la vendita con visibilità ridotta di alcuni settori, evitando di fatto lamentele del pubblico in loco. Il software di simulazione audio diventa per questo uno strumento utile anche per l’intero allestimento!